Il vecchio Modello Unico di Dichiarazione Ambientale in cartaceo va in pensione con l’ultima dichiarazione in cartaceo ad Aprile 2010 e sarà sostituito dal SISTRI, un sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti che favorirà la corretta e legale gestione nel nostro Paese a partire dal 2011.
La presenza di comportamenti illeciti in tale settore danneggia infatti pesantemente l’ambiente, arrecando danni duraturi spesso non recuperabili e penalizza le aziende che al contrario operano correttamente sostenendo, per di più, costi maggiori. Il sistema di tracciabilità, così come previsto dall’articolo 189 comma 3 bis del dlgs 152/06 e dall’articolo 14 bis della legge 102/09, garantirà un più efficace controllo sulla gestione dei rifiuti in tutte le fasi della filiera.
Arriva quindi un sistema che, per mezzo delle più moderne tecnologie, sarà in grado di controllare la movimentazione dei rifiuti scaricando produttori e gestori dalle masse di carta (MUD, formulario e registri) che hanno complicato la vita per anni gravando sui bilanci come documentato nell’ambito dell’indagine effettuata dal Dipartimento semplificazione del Ministero della funzione pubblica.
Produttori, trasportatori, intermediari, gestori dovranno :
Il dato verrà automaticamente inoltrato in tempo reale al centro di controllo presso NOE, ISPRA, Ministero dell’Ambiente, Albo Nazionale gestori Ambientali, Province, etc. Il Ministero dell’Ambiente ha tempo fino al 1° febbraio 2010 per istituire il nuovo sistema informatico di controllo della gestione dei rifiuti.
Dall’emanazione dell’apposito decreto ministeriale (entro novembre/dicembre 2009) le imprese avranno 45/60 giorni per l’iscrizione al sistema, in seguito 90 giorni per l’istallazione delle apparecchiature, poi 30 giorni per la formazione del personale. Praticamente ad aprile/maggio 2010 le aziende non solo dovranno presentare il MUD ma aver già cominciato la procedura di allineamento al SISTRI.
La definizione di un sistema informatizzato, che si sostituisca agli obblighi attuali, deve quindi principalmente rappresentare la migliore occasione per intervenire sulla semplificazione degli oneri amministrativi per le imprese. Ma il sistema economico italiano è costituito per lo più da micro e piccole imprese, che difficilmente dispongono della strumentazione, delle competenze e del tempo necessari per gestire sistemi complessi come abbiamo visto risulta essere il SISTRI.
Inoltre, il SISTRI, così come è stato concepito, è un meccanismo oneroso: un produttore di rifiuti pericolosi dovrà esborsare tra i 120 e i 400 Euro l’anno mentre un impianto di stoccaggio dovrà far fronte a una cifra fra i 500 e i 2.000 euro! A questi vanno aggiunti i costi del caricamento dei dati e la moltiplicazione dei costi nel caso di diversi siti produttivi (pensiamo agli autotrasportatori) in ognuno dei quali dovrà essere disponibile la strumentazione.
Da un confronto dei costi derivanti dal sistema attuale rispetto all’ipotesi presentata per l’attivazione del SISTRI, tenuto conto sia dei contributi annuali per l’accesso al sistema, sia degli ulteriori costi che continuerebbero a sussistere anche con un sistema informatizzato, il modello proposto quindi non consente un’effettiva riduzione degli oneri per le imprese. Tenuto conto di tali premesse, il sistema deve essere attuato ma individuando e definendo le condizioni migliori per poterlo gestire anche nelle micro e piccole imprese, senza le quali il sistema risulterebbe fallimentare.
Tale caratteristica determina il ruolo importante delle Associazioni di categoria in qualità di strutture di supporto ed erogatrici di servizi per le imprese in tutti i settori, incluso quello della contabilità ambientale ma soprattutto come rappresentanti degli interessi dei propri associati ai tavoli di lavoro. Tra le proposte di miglioramento (CNA - Confederazione Nazionale Artigiano e PMI sta agendo in questo senso) alcune sono centrali per la soluzione dei problemi sopra evidenziati:
Come già detto, la spina dorsale del nostro sistema economico è caratterizzato da imprese di piccole e piccolissime dimensioni e molte non sono strutturate per implementare in tempi brevi un sistema complesso come quello proposto. Bisogna quindi garantire alle aziende il tempo necessario per attrezzarsi con gli strumenti, per formarsi adeguatamente sul funzionamento del SISTRI e formare i loro addetti. E’ inoltre essenziale assicurare delle tempistiche adeguate perché sia concretamente possibile l’ottimale gestione della fase di registrazione e bisogna pensare nello specifico alla formazione delle imprese che saranno abilitate per i mezzi di trasporto.
Il SISTRI non deve essere percepito dalle imprese come inutile giogo oneroso sulla pelle di chi lavora: l’obiettivo della normativa da cui deriva è virtuoso sia dal punto di vista economico che dal punto di vista della salvaguardia ambientale. Quindi, il problema non è la gestione del rifiuto - che è prima di tutto risparmio economico in recupero di materie prime e seconde e il controllo della filiera ridurrebbe inoltre l’impatto della dispersione di sostanze nocive – il problema è il solito: farraginosità delle leggi ed eccesso di burocratizzazzione.
Mancano approcci razionali nella costruzione degli impianti applicativi come se non si conoscesse la realtà su cui si va ad agire. Quasi che dietro ad ogni aggiornamento normativo del settore dei rifiuti ci fosse sempre il vecchio U.C.A.S.P.I. - Ufficio Complicazioni Affari Semplici Passando per gli Inutili...