Anche quest’anno è andata.
Ecco quello che viene da esclamare alla fine del Remax Zhuhai.
E’ facile intuire che non è stata una fiera degna di un settore in espansione, ma del resto un po’ tutti gli eventi del 2009 sono stati caratterizzati da una bassissima affluenza ed una scarsa presenza
di novità.
Non mi sento però di imputare tutte le colpe alla crisi globale piuttosto che alla reale bassa disponibilità di risorse finanziarie; qui il problema sembra diventato di mentalità, più cronico.
A prescindere dalle aspettative di un determinato evento, ritengo che sia sempre importantissimo presenziare ai pochissimi appuntamenti del nostro settore, anche solamente per poter incontrare colleghi di altre Regioni o Nazioni. Solo così si possono condividere le esperienze che ognuno fa quotidianamente al fine di evitare il duplicarsi degli errori. Ultimamente si avverte una sorta di stanchezza generale, unita ad un “marcamento ad uomo” per quello che invece riguarda gli espositori / fornitori.
La Cina in particolar modo è per gli espositori una opportunità di acquisizione di nuova clientela, ma al tempo stesso la certezza di vedersi copiati i prodotti e le idee esposte.
Ecco spiegato (in parte) la scarsa attitudine nell’annunciare durante questi eventi le ultime novità, e men che meno la disponibilità nel dare campioni di prodotti in mano ai vari visitatori. Questo è una brutta situazione, in cui si rischia di rimanere impantanati nel nostro stesso fango, ed occorre che venga fatto qualcosa, al più presto.
Facciamo il punto della situazione sui vari appuntamenti fieristici del mercato della rigenerazione: Miami (ITC Show) è stato cancellato da ormai più di 4 anni Las Vegas (World Expo) è diventato più un viaggio di tipo turistico che di lavoro, con una media visitatori di poco superiore alle 100 unità al giorno, ovvero nulla se comparato ai 500-600 del 2000. Dusseldorf (Remax Europa) ormai ha lanciato la spugna per essere inglobato al PaperWorld, notoriamente terra degli OEM, quindi una sorta di sconfitta annunciata.
Zhuhai (Remax Asia) ha visto quest’anno un incremento
degli espositori con una drastica riduzione dei visitatori Shanghai (Asia Expo) E’ diventata la fiera del giocattolo e del Rolex falso Resiste invece la fiera in Brasile,, che probabilmente gode di una situazione molto diversa rispetto ai mercati più “maturi” come quelli sopra menzionati, ovvero una grandissima frammentazione del mercato ed una difficilissima reperibilità di informazione in generale.
E’ quindi una situazione molto simile a quella che si è vissuta in Europa ai tempi dell’ R&R a Bruxelles (i più vecchi tra voi se lo ricorderanno di sicuro, siamo alla fine degli anni 90). Oggi siamo di fronte ad un cambiamento radicale, in cui probabilmente hanno più senso incontri di carattere Nazionale e non più internazionale., questa è la mia sensazione.
Di fatto è praticamente impossibile che un italiano ed un cinese abbiano problematiche simili, anzi… diciamo che a volte le cause delle problematiche sono la risultante di una concorrenza sleale proveniente da Paesi lontani, rendendo inutile l’evento stesso. Ecco quindi che riprende importanza la condivisione ed il territorio, unici veri motivi per spostarsi per qualche giorno dai propri laboratori, ben consci di quanto difficile sia oggi.